Seconda A

Tutte queste domande possono essere viste come un unico desiderio di chi le scrive…sapere se Dio esiste realmente. Vuole riuscire ad avere un contatto con Lui, vuole parlarGli di persona per avere le risposte a tutte le sue domande. "Ho qualche cosa in cui credere?" questa per me è la prima domanda alla quale bisognerebbe avere una risposta; io credo in qualcosa e so che a volte è difficile mantenere fede al proprio credo. Forse è anche per questo motivo che ci si pongono sempre tanti quesiti che, a volte, sembrano non avere risposta perché rivolti a qualcuno che non abbiamo materialmente vicino, che ci sembra quindi inesistente. In realtà le nostre domande possono sempre avere una risposta e vengono sempre ascoltate; non è sempre Dio in persona che risponde a tutti i nostri perché, a volte anche le opinioni di altri possono essere di grande aiuto. "Hai un momento Dio?" per me Dio ci ascolta sempre, in ogni attimo della nostra vita, anche se sembra impossibile da credere.
Questa canzone racchiude tutte le domande che penso ognuno si ponga almeno una volta nella vita; alcune non potranno mai avere una risposta con una spiegazione dimostrabile materialmente, solo chi crede veramente può accettare le risposte a volte anche irrazionali.

Balboni Valentina


Caro Ligabue,
ma hai per caso fumato quella sera lì? Sto scherzando!!
Nessuno che io conosca aveva messo quest'argomento in una canzone.
Anche io ho avuto crisi mistiche per un certo periodo: non riuscivo più a sentirlo intorno a me. Il fatto è che non mi accorgevo dei piccoli aiuti che mi dava, che passavano inosservati, ma molto importanti. Dio ci mette continuamente alla prova, e solo continuando a credere in lui possiamo trovare la felicità.
Spesso sembra che lui non risponda, ma non hai mai pensato che forse siamo noi che, offuscati dalla presunzione di dover ricevere una risposta, non lo ascoltiamo?
È molto più utile sfogarti con lui, cercare da soli possibili soluzioni e poi chiedere a lui se la scelta compiuta è stata giusta avrai maggior possibilità di riuscita, ma non è necessario che l'abbia sul momento.
C'è un pensiero, non mi ricordo più chi l'ha formulato, che spiega molto bene la situazione:
"Un uomo negli ultimi giorni di vita che gli rimangono fa sempre lo stesso sogno: è sulla sabbia che cammina quando ad un certo punto si ferma e si gira. Nota che in alcuni punti della sua vita ci sono due paia di impronte, in altri uno solo. Allora domanda a Dio:
- Perché a volte, nei momenti più difficili, mi hai abbandonato?- e Dio rispose:
- Non ti ho mai abbandonato, nei momenti di maggior difficoltà, in realtà ti ho preso in braccio -".
È molto bello questo pensiero, e anche molto giusto: quest'uomo non sempre si è accorto della presenza di Dio e la mette in dubbio, ma lui c'è e ci aiuta, ci sarà un giorno in cui potremo parlargli sul serio faccia a faccia e scopriremo che per tanti favori che gli abbiamo chiesto e non sono stati esauditi, ce ne sono circa il triplo che senza chiedere abbiamo ricevuto, ma ogni cosa a suo tempo. Intanto continuiamo a credere: "Aiutati che il ciel ti aiuta!".

Cristina Bertusi



Quando ero bambina mia madre mi portava in chiesa tutte le domeniche, il sabato andavo a catechismo e lì imparavo a conoscere Dio. Anch'io come quel bambino di cinque anni chiedevo perché, nonostante io pregassi, quella strana persona che, secondo tutti gli adulti, stava sempre con me non mi rispondesse! La mia domanda ricorrente era: "Ma se tutti dicono che sei vicino, che ci guardi sempre, perché non rispondi mai alle mie domande? E ai miei pensieri?". E a questa domanda mi rispondevo da sola perché nessuno, neanche i miei genitori, sapevano cosa dire: "Forse non mi risponde perché ci sono tanti altri bambini che hanno più bisogno di me!" E nello stesso tempo pensavo che, crescendo, avrei imparato tutto su Dio, avrei scoperto tutti i misteri che si nascondevano dietro di lui. Adesso che sono cresciuta ho scoperto che tutto ciò non è possibile e che neanche per gli adulti lo è! Su questo argomento ci fa riflettere molto la canzone di Ligabue in cui lui stesso tenta di parlare con uno strano personaggio, di cui non sa nulla, che è Dio. I punti più importanti per me sono: "Che tu sia un angelo o un diavolo", "o io non ti sento", "ho qualche cosa in cui credere?", "lo so che fila c'è". Su ogni pensiero si può riflettere…innanzi tutto il fatto che non si sappia se un angelo o un diavolo ci fa capire che, nonostante noi crediamo di sapere tutto su di lui, in realtà non conosciamo nulla; poi è bellissima la frase: "o io non ti sento". Effettivamente, se ci pensiamo bene, Il Signore ci può anche rispondere che noi comunque non sentiremmo. L'uomo è troppo preso da se stesso per riuscire a cogliere una risposta da Dio alle sue domande. Per me le risposte di Dio ci sono ma sono nascoste e sta all'uomo lasciarsi andare per trovarle. In sostanza, secondo me, è colpa dell'uomo, che è troppo preso da se stesso, se non trova la risoluzione ai problemi. La terza frase e il problema centrale della religione: credere e basta o non credere perché non si conosce Dio? A questa domanda è difficile dare una risposta però io penso che comunque si possa trovare una via di mezzo: credere non conoscendo Dio, non conoscendo bene la sua storia e tentare di avvicinarsi sempre di più a lui in qualunque modo. L'ultima: "Lo so che fila c'è" mi ricorda quando avevo quattro anni e pensavo che Dio non mi rispondesse perché c'erano tanti altri bambini che avevano più bisogno di me. Sembra una frase da piccoli ma se ci si pensa bene, molta è la gente che cerca risposte in Dio perché nessuno, a mio avviso, conosce bene il Signore.

Linda Bongiovanni


Caro Ligabue,
il mio professore di religione ci ha fatto leggere la tua canzone su Dio che, tra l'altro, non ho mai sentito.
Ma che cosa volevi dire? Forse richiamare Dio ai tuoi, o ai nostri, problemi?
Certo, sarebbe bello se qualcuno da lassù ci rispondesse sui perché, tanti perché, della vita. Ma tu sai già che non ti risponderà, per questo esiste la fede.
Guarda i musulmani, hanno talmente tanta fede nel loro dio da muovere guerre contro intere nazioni a suo nome.
Insomma, bisogna avere fede e forse, un giorno, qualcuno ti risponderà.

Daniele Cuzzani



Come si fa a cinque anni a voler vedere Gesù?

Se uno crede veramente in Dio e nella risurrezione dopo la morte quando andrà in paradiso potrà vedere Gesù tutte
le volte che vuole invece fino a che rimarrà in vita potrà vedere Gesù solamente spiritualmente o anche nel cuore quando si prega. A me non è mai venuto in mente di voler vedere Gesù perché so che se vivrò un'esistenza senza fare troppe stupidaggini quando andrò in paradiso potrò vedere Gesù .
Però non trovo giusto come un uomo in pochissimi anni di vita deve essere buono e forse poche stupidaggini per essere sicuro di avere una vita dopo la morte e poi come fa un uomo come Dio a giudicare miliardi di persone che idee diverse.
Ritornando al bambino.

A un bambino quando ti fa certe domande che potrebbero cambiargli l'esistenza bisogna rispondere cautamente senza dare una risposta secca come ha fatto la mamma di quel bambino secondo ha dato una bellissima risposta. Comunque credo che questo bambino quando sarà più grande non farà più questa domanda perché capirà che Gesù si può vedere in paradiso da morti.
Ma perché noi cristiani dobbiamo venerare un uomo che non si vede mai?

Questo è un quesito che a volte mi sono posto senza mai trovare una vera e propria risposta.
Monologo finale.

Cari lettori di internet dopo aver letto queste mie riflessioni vi sarete fatti tante risate per le tante ……. Che io ho detto. Ora vi saluto e spero che voi possiate ridere anche per le altre riflessioni dei miei compagni.

Marsigli Andrea



Vedere, parlare con Dio: possibilità o impossibilità? Da sempre l'uomo ha avuto bisogno di prove concrete ma la fede è qualcosa di diverso; è fedele colui che crede anche senza aver vissuto e assistito ai miracoli di Dio. Credo che la necessità di aggrapparsi, nelle difficoltà, a qualcuno che ti possa aiutare sia un istinto innato nel genere umano ma troppo spesso si prega perché cose frivole vadano bene, si diventa improvvisamente egoisti e quando le risposte o i fatti tanto desiderati non arrivano si da tutta la colpa a Dio; "Ma tu sei lì per non rispondere" gli si dice. Alle volte però, dopo aver tentato e ritentato di parlare con Dio e non aver mai ricevuta risposta, sorge il dubbio che siamo noi a non sentire queste risposte; forse perché troppo occupati da questa società in continuo movimento o forse perché non riusciamo a cogliere i suoi "segni". A catechismo mi hanno sempre ripetuto che le risposte a tutti i miei perché potevo trovarle nella Bibbia o nel Vangelo: "i fatti qui narrati non sono storielle avvenute tanto tempo fa ma insegnamenti, risposte, norme di comportamento…" il "difficile", per così dire, sta nel riuscire a decifrarle ma per questo basta attenzione e sensibilità, qualità che noi tutti abbiamo. "Un momento", per tutti noi, Dio ce l'ha… come un buon pastore tiene a tutte le sue pecore ed è pronto a cercare quella smarrita.

Nanni Elena



Caro Ligabue vorrei parlarti della seconda strofa della tua canzone "Hai un momento Dio?".
Per me in questa parte della canzone vuoi mettere in evidenza il problema della fede in Dio, cioè di come credere in Dio senza avere una risposta da lui.
Questo problema è molto complesso, infatti, il prof in classe ha fatto l'esempio di un bambino di 5 anni, che si è posto le stesse domande. Un adulto può forse riuscire a capire, ma è molto difficile riuscire a spiegare ad un bambino perché Dio non ci risponde, ma ci ascolta.
Si può parlare di tutta la canzone, non solo della seconda strofa.
Nella canzone mi ha colpito molto questa frase: "Almeno dì se il viaggio è unico, forse c'è il sole di là".
In questo verso emerge proprio la voglia di dialogare, di sapere qualcosa su Dio.
Per me sei stato coraggioso a comporre una canzone su questo problema. Infatti dopo aver passato il periodo delle domande e, o avendo trovato le risposte, o non avendole trovate, in ogni caso si ha una fede maggiore e più forte.
Ma perché ci si pone queste domande? Potremmo rifletterci soprattutto nei momenti di maggior bisogno tipo, quando si è soli o ti è appena capitato qualcosa di brutto. Oppure ci si pone queste domande per semplice curiosità, perché si vuole sapere di più. Oppure perché il prof le pone a noi durante la lezione. O ancora ci si può costruire sopra una canzone come hai fatto tu.
La cosa bella di questa canzone è che sei riuscito a mettere dentro tutte le domande che ti sei posto; facendo anche gli altri su di queste quando ascoltano o leggono la tua canzone.

Alice Nicoli



Caro Ligabue,
ti chiedi se Dio ha un momento per te e se ti può aiutare ma non hai ricevuto nessuna risposta. Dio non è una persona che può parlarti o consigliarti, ma Dio è una sensazione che è dentro di te; che ti può dare sicurezza ma che non può risolvere i tuoi problemi. E' troppo comodo pensare che ci sia un Dio che osserva tutto e che risolva i problemi delle persone.
Pregare in Dio ti può servire per non pensare ai tuoi problemi per tranquillizzarti e rassicurarti ma non ti aiuterà a risolverli.
Se credi in Dio ti puoi pensare che ti aiuterà nell'aldilà, dopo la morte, ma non che possa aiutarti nella vita terrena perché è la tua vita e la devi saper giocare al meglio, come se fosse una partita, la partita più importante che possa esistere e per vincerla devi giocare tu; non devi aspettare che qualcun altro la giochi per te.

Fabio Pasquali



Se si parla del nostro Dio
Qualche domanda l'avrei anch'io!
Prima di tutto vorrei sapere
Se si può credere senza vedere,
E se per caso davvero si può
Allora anche io lo imparerò!


Dov'è il Dio di tutti i cristiani
Quando un semplice cenno di mani
Scatena una guerra, guerra infinita
E molti innocenti ci perdon la vita?


Non mi interessa sapere dov'è,
Voglio piuttosto sapere se c'è
E se non c'è, il buon vecchio Dio
A rimetterci non son certo io!
Anzi ci potrei guadagnare:
La domenica a letto a ronfare!!!

Mattia Perani



Caro Ligabue,
ho letto il testo della tua canzone e devo dire che sono pienamente d'accordo con te .
A Dio si fanno tante domande, ma lui non risponde. Tu cerchi questo contatto con lui, ma Dio sembra rifiutarsi. Però non riesco a capire, come fai ad immaginare Dio con un gilè?
Quando dici "Ma tu sei lì per non rispondere,…o io non ti sento", fai capire molto che è difficile interpretare le risposte di Dio, e quindi, che deve essere un bel po' più comprensibile, oppure siamo noi che siamo ciechi e sordi davanti ai suoi consigli, in qualche modo li evitiamo.
Nelle prime righe paragoni un frigo alla tua anima, probabilmente lo fai perché le senti vuote entrambe.

Come ho già detto, mi colpiscono le domande e i perché che rivolgi a Dio, arrivi persino al punto di pagarlo per essere ascoltato, perché c'è la fila.
Vi sentite in competizione su chi è più solo, e pensi che in un qualche modo lui si stia prendendo gioco di te. Il punto però è sempre quello: "Nemmeno una risposta ai miei perché".

Nel ritornello, tu invochi Dio, vorresti che in qualche modo lui si accorga di te e ti risponda, anche se probabilmente non lo farà mai.
Quando domandi: "Ho qualcosa in cui credere?" dopo dici anche che non ti ricordi che cos'è. In questo caso, lui potrebbe risponderti, ma tu non riesci a capire, perché hai un po' di confusione in testa riguardo a quello che in realtà tu senti. Prova a pensarci, magari ti basta solo trovare un po' di tranquillità in un posto isolato e mettere in ordine i tuoi principi religiosi, forse così riuscirai ad ottenere una risposta. Pensa che c'è un bambino di 5-6 anni che si fa i tuoi stessi problemi, lui vuole vedere Gesù, ma quando la madre gli dice che deve pregare e pregare, il bambino risponde che pregare non serve perché tanto Gesù non risponde. Tu cosa gli diresti?

Rizzoli Alice



"Voglio vedere Gesù"…molti per poter credere in qualcosa o in qualcuno, hanno bisogno di vedere, toccare, sentire, usare insomma tutti i loro sensi per poter instaurare un contatto diretto: ma è veramente indispensabile? Per un bambino di cinque anni è così, perché sta crescendo, ha bisogno di formarsi una propria vita fondata su ideali, opinioni, pensieri personali… e come costruirseli se non ha delle conoscenze di base adatte? Anch'io ero così da bambina quando ancora andavo al catechismo e pregavo Dio… ma ci credevo veramente? Probabilmente non completamente, perché non sapevo chi era e non riuscivo ad immaginarmelo: non sapevo cosa pensare… Ma ho continuato a frequentare la Chiesa, proprio perché cercavo delle risposte, alcune delle quali non ho ancora ricevuto, ma che comunque mi hanno fatto capire che non è più indispensabile vederlo per crederci, basta semplicemente essere consapevoli che Lui c'è, ed è qui per noi e per questo gli devo un sentito "GRAZIE".

Per quanto riguarda il componimento di Ligabue… beh,

Caro Liga,
ho sotto gli occhi il testo della tua canzone, un capriccio di un bambino viziato… Sì proprio così, dalle tue parole emerge un carattere piuttosto egoista, come se Dio non avesse fatto niente per te…!! "Hai un momento Dio?(…) Insomma ci sarei anch'io"…coooosa?! Ma stiamo scherzando?! Molto prima di te ci sono miliardi di bambini, ragazzi pieni di problemi fisici e psicologici che hanno più bisogno te, di risposte sul perché si trovano nella loro situazione, e mi chiedo: "Cosa dovrebbero dire loro?" prova a rispondere a questa domanda prima di portene delle altre…

Cristina Zambelli


 

 

Seconda A Igea

Non sono di certo io quella persona che può rispondere a delle domande così impossibili da rispondere...

Me le pongo anch'io, forse in un modo diverso e so fin dal principio che nessuno saprà mai dirmi: "si è così, no é colà".

Per me non c'é risposta se all'interno della domanda c'é la parola DIO... nessuno ci può dire con certezza se é esistito, quando é esistito, come é esistito e dove é esistito... solo la fede che conservi dentro di te dentro di te ti può rispondere e forse neanche quella, forse é la tua testa che ti vuole convincere di certe cose.

Con tutto questo non voglio dire che non sono credente... solo che... ecco, non so come spiegarmi!!!

Comunque... se paragoniamo la teoria della nostra discendenza dalle scimmie con quella che parla della creazione del nostro pianeta ad opera di un "uomo" che la Bibbia chiama Dio, siamo portati a domandarci quale delle due teoria sia più attendibile.
Senza ombra di dubbio la prima ipotesi é quella che ci può dare delle vere spiegazioni, quella che ha delle prove concrete, quella che non é solo scritta su un libro che molti ritengono "SACRO".

Ma quelli che noi chiamiamo libri, non sono semplici fogli di carta rilegati tra loro? Si, e allora perché quel determinato libro ha una "fama" così grande???
Non potrebbero essere state persone comuni a noi che un bel giorno si sono svegliate, volendo scrivere la storia che hanno poi in seguito voluto far credere vera?
Chi ci da la certezza che quelle parole siano vere? Nessuno.
E chi ci da la certezza che dopo la morte c'é un'altra vita?
Che dopo la morte, di la da quella porta nera, ci sia uno spiraglio di luce? Nessuno.

A volte mi viene la voglia di vedere cosa c'é dopo la vita, ma poi mi rendo conto del fatto che non potrei più tornare indietro e la cosa mi spaventa.

Ho paura della morte, é un volto nero che arriva senza preavviso (magari venisse sotto forma di Brad Pitt in "Ti presento Joe Black"), e dire che alla fine é solo una parola, si, proprio una parola che racchiude una cosa molto più grande e più brutta delle cinque lettere che la compongono.

Appunto perché questa parola "vive" dobbiamo vivere la propria vita nel migliore dei modi, affrontando tutte le difficoltà che ci propone, mettendoci come alla prova... e alla fine, sono sicura, che se davvero qualcuno lassù esiste, una giusta ricompensa te la darà...

Alice Altafini


Cos'è la vita per me?
La vita è come una spiaggia bagnata dal mare di notte. Essa è piena di momenti "bagnati", dove i problemi ti tolgono il respiro, e di momenti "asciutti" dove con un salto credi di poter toccare la luna.

La mente che ricorda i momenti dolci o struggenti della vita, è come la sabbia che tiene le impronte nitide finché non arriva il vento con nuovi ricordi, o finché non arriva l'acqua che con la sua forza e perseveranza cancella ogni cosa con dolori e distacchi che rimangono però nel profondo del nostro cuore.
Per me la vita è questa.

Ora però la mia domanda è questa: Qual è la vostra più grande paura?
La mia è quella di morire lasciando dei conti in sospeso con le persone a cui tengo di più.

By Mo'mo


SOLO TANTI PERCHE'

Caro Ligabue,

la canzone che hai scritto "hai un momento Dio?" dal mio punto di vista è molto significativa e ricche di metafore che si possono interpretare in diversi modi.
Il tema generale della canzone è la vita e tu chiedi a Dio se ha un attimo per te, questa frase significa che un essere umano ha tantissime domande senza risposta sulla vita e sul motivo dell'assenza concreta di Dio, infatti chiedi continuamente se Dio ha un attimo per te e perché non risponde se è lì apposta per quello.

Verso la fine la canzone fa riferimento ad un viaggio unico che sta a significare che la vita è una sola a che quando si muore è finito tutto o che forse c'è qualcosa nel cosiddetto aldilà ma non sappiamo se c'è qualcosa oltre la morte.

La vita potrebbe essere paragonata ad una lunga strada piena di salite e di discese con molte radici e molti bivi, alla fine della strada: il vuoto qualche cosa che si può oltrepassare solo se la strada è veramente finita ed un cartello con scritto "vietato l'accesso", alcune persone raggiungono la fine della strada e non trovano quel cartello ma un cancello aperto pronto per accoglierlo in quel mondo sconosciuto che nessuno di noi conosce ancora, mentre altre trovano quel cartello che è come un raggio di sole nel cielo nuvoloso è come una speranza in più. Alcune volte mi domando se esiste veramente il paradiso, il purgatorio o l'inferno e ho una tremenda paura che nell'aldilà ci sia il vuoto e che la nostra vita venga dimenticata come se non fossimo mai esistiti….spero soltanto che questo sia soltanto un brutto incubo! Adesso ti saluto e spero che tu continua a scrivere delle belle e significative canzoni come questa!!

Borsari Serena


Pensando a DIo

Spesso i bambini chiedono di vedere Gesù e gli adulti nei momenti difficili della loro vita si chiedono perché Dio li ha abbandonati…

Queste sono domande a cui nessuno mai potrà rispondere. Queste sono domande a cui nessuno mai potrà rispondere. Quando sto male e sto cercando di affrontare i problemi che l'adolescenza ci pone, chiedo a Dio perché mi ha abbandonato e se forse un giorno anche io potrò essere felice, ma nello stesso tempo mi sento egoista e opportunista perché in questo mondo pieno di cattiveria e malvagità c'è gente che ha più bisogno di me e allora capisco che ogni sofferenza ci viene data per capire qualcosa, per farci crescere…

Ricordo che l'anno scorso la sera andando a letto chiedevo a Dio, lo imploravo di aiutarmi, di starmi vicino, prendermi la mano e aiutarmi a fare le scelte giuste per la mia vita. Oggi, invece, prima che i miei occhi si chiudano il mio cervello sogni quello vuole lui, ringrazio Dio della buona giornata che mi ha fatto trascorrere pensando che ogni piccola cosa, il sorriso di un bambino mi rende felice, perché so che se anche lui non mi aiuterà io diventerò forte e saprò affrontare la vita con più entusiasmo solo grazie a lui. Dio, chi è Dio? Non è un uomo, non è un oggetto, non è un animale… è una domanda che mi chiedo spesso e la mia unica risposta non è un vera risposta, forse solo una convenienza. Credo che Dio sia qualcosa di irreale, impossibile da toccare, una cosa a cui tutti noi ci affidiamo nel momento del bisogno e ci facciamo forza; è la stessa situazione di quando un bambino di sette anni ha un problema e confidandolo alla madre o alla maestra si rende conto che alla fine il suo problema non è così grave, e trova una soluzione grazie all'appoggio di cui si è servito.

Potrei stare qui a scrivere per ore, giorni, anni, ma non avrò mai risposte. Forse ho paura di chiedermi veramente se Dio esiste…

Se non esiste, io che faccio? A chi mi affido? Chi mi aiuta ad andare avanti? Voglio chiedere a voi lettori: Dio esiste? E se sì, da cosa l'avete capito?
Non sono domande semplici, non si può rispondere a fior di pelle, io è da anni che me lo chiedo…

Un giorno confessandomi, ho chiesto al prete se Dio esiste, lui non sapeva cosa rispondere e alla fine mi ha detto queste parole: " Ascolta il tuo cuore e avrai la tua risposta", ma io il mio cuore lo ascolto tutti i giorni, e non ho ancora trovato una risposta. Sinceramente, sto bene così perché ho capito che Dio è una cosa misteriosa e io lo adoro per questo.

GIULIA CRISPO


Perché?

I perché delle vita… Non esistono i perché della vita, la vita è un grande perché, un'eterna ricerca di risposte che non avremo mai, che ci sforziamo di inventarci senza però sapere se sono vere o semplicemente frutto della nostra immaginazione. Nessuno può davvero sapere quale sarà il suo futuro, cosa lo aspetta nella vita, se verrà ucciso nei cinque minuti che seguiranno o se invece conoscerà la persona con cui vorrà passare la sua vita. Le risposte che cerchiamo a volte le troviamo nel cuore, ma alcune domande sono destinate ad aleggiare nell'aria per sempre. Se la vita avesse tutte le risposte non sarebbe forse degna di essere vissuta, è anche la curiosità di scoprire cosa ci aspetta che ci spinge a non mollare, che ci fa sperare in un mondo migliore. Cosa suscita l'innocente felicità dei bambini uguale dall'America al Terzo Mondo se non anche solo la gioia di venire al Mondo, di scoprire cose nuove, belle o non, ma sempre diverse e inimmaginabili.

Io mi chiedo da sempre perché sono venuta al mondo in quell'istante, e se fossi nata in Australia? E se mia madre non avesse mai conosciuto mio padre? Sarei da un'altra parte? Uno spiritello che aspetta fluttuando di venire al mondo? O avrei vissuto questa vita, identica, solo con altri genitori? A questo non potrò mai rispondere, nessuno verrà mai da me e mi dirà:- Sono te nata in Australia! E anche se alzerò gli occhi al cielo e pronuncerò queste domande nessuno mi risponderà. Ma forse è meglio così, la vita è un mistero degno di essere vissuto, ma non svelato.

Valentina G.


Sinceramente mi capita saltuariamente di pensare a Dio, ma quando ci penso rimango il più delle volte confusa. Mi pongo varie domande ma alla fine della mia riflessione sono sempre al punto d'inizio; rimango sempre senza risposte.

Mi piacerebbe ogni tanto ricevere un segno che mi faccia capire che LUI mi sta ascoltando, che LUI è vicino a me in ogni momento della mia vita, ma niente… sono sempre più confusa.
Penso che se si riuscisse a percepire la sua presenza in un'altra maniera, forse sarebbe diverso o forse sarebbe la stessa identica cosa; ma chissà…

Penso che l'argomento "Dio", sia molto vasto e sicuramente visto da vari punti di vista; c'è chi ci crede e chi no.

Chiunque ci crede o non ci crede lo fa per una ragione. C'è chi smette di credere in Dio dopo determinati avvenimenti, c'è chi ci crede dalla nascita e c'è chi crede in altre religioni; ma sono convinta che bisogna rispettare le decisioni degli altri.

Comunque con tutto ciò non voglio mettere in dubbio la mia fede. Io ci credo, è solo che vorrei qualche risposta in più alle mie domande.
Credo anche che Dio abbia un progetto di vita per qualunque essere umano; sarà un percorso diverso per ciascuno di noi, ma che alla fine si concluderà nella stessa direzione: Tra le sue braccia.

C'è chi avrà un percorso più o meno facile, difficile, piacevole o con molte sofferenze; ma la cosa certa è che alla fine della nostra vita ci ritroveremo in un luogo bello ma semplice, insieme a LUI, la persona che ci ha messo in vita. Si, saremo tutti lassù e lui, DIO, avrà con sé i suoi cari figli.

Leo


Allora non sono l'unica a cui piacerebbe ricevere qualche risposta in più!!
Questo mi consola, è come se mi sentissi un po' più libera nel dire che anch'io ogni tanto parlo a Gesù, ma ovviamente non ricevo alcuna risposta, forse perché appunto c'è una gran fila di gente che ha bisogno di chiedere, di sapere e di capire come funziona tutto quanto lassù, una gran fila di persone che ha problemi di prioritaria importanza; è giusto e chiaro che il suo aiuto sia distribuito in base alla gravità delle situazioni di chi lo richiede.
Prima o poi dedicherà qualche minuto anche a noi; e non è detto che lo faccia per mezzo delle parole, se è vero che è in mezzo a noi, sempre e comunque, può confermare la sua presenza agendo in qualche modo…
Basta forse avere un po' di pazienza e fiducia.

Io credo che di là ci sia il sole anche se nemmeno questo è un punto fermo e sicuro.
La vita è così piena di cose che non riesco a pensare che dopo la morte possa finire tutto, che tutto quello che prima ha avuto un senso automaticamente perde ogni significato.
Quindi forse, se è vero che quello che credo è possibile, magari Gesù si riserva di rispondere a tutte le nostre innumerevoli domande dopo, quando ci sarà il sole, forse.
Ma poi ci sarà il sole? Voglio dire: che ci sia qualcosa dopo è molto possibile, ma che ci sia sempre il sole è così scontato?

E' strano sostenere una cosa di cui non si ha un'idea di come sia, lo ammetto.
Forse la nostra società è troppo esigente e troppo abituata a voler sapere e avere sempre tutto e subito, forse ormai troppo superficiale per credere qualcosa di cui non si ha la certezza…

Carlotta Mengoli


RIFLESSIONE

"…almeno dì se il viaggio è unico, forse c'è il sole di là…"

……Penso che la vita sia una sola, non esiste un continuo, una seconda possibilità, perciò… goditi tutto ciò che hai, non ci pensare, la vita è un potere, un dono, è stupenda perché è una sola.
Ti hanno dato una possibilità da sfruttare e di certo non puoi buttarla al vento!
Non si sa bene chi te l'abbia concessa, ma ora l'hai… vivila al meglio e non guardarti mai alle spalle!!!
Non perdere tempo con chi non ti ascolta, o magari ti ascolta…ma non può risponderti.
Pensa a vivere la vita e non pensare al domani, vivi giorno per giorno.
Adesso mi è sorto un ulteriore dubbio: "MA CI SEI?".

DIEGO PETAZZONI…HW


Riflessioni sulla canzone di Ligabue

Penso che la canzone di Ligabue abbia un certo significato infatti il cantante pur essendo già grande, si comporta nella canzone come un bambino piccolo, facendo agli ascoltatori domande semplici riguardanti Gesù che però non "risponde".

Le domande sono banali messe in questo contesto ma penso che tutte le persone anche se non esplicitamente si siano fatte nell'arco della loro vita queste fatidiche domande nelle quali è racchiuso un significato molto più complesso di quel che sembra, tranne ovviamente domande del genere: chi prende l'Inter"? Che secondo me è stata introdotta nel testo perché il cantante non vuole essere troppo serio su questo argomento, ma cercare ironicamente di alleggerire l'argomento.

Secondo il mio parere la canzone non vuole dire praticamente niente se ascoltata una sola volta, ma se una persona l'ascolta per più volte forse riescono questi versi di Ligabue a suscitare dentro se stessa un qualcosa di più profondo.

Gian Luca Pullega


Pensieri

Hai un momento Dio?… questo è quello che anch'io come il cantante mi chiedo…
Quando sono triste, depressa, sconsolata, quando non me ne va bene una…. È proprio quando mi sento sola che sento il bisogno di appoggiarmi su qualcuno o qualcosa che mi faccia tornare il sorriso.
Questo qualcosa è molto spesso Dio…

Non sono molto credente ma è proprio in questi momenti che il mio bisogno di fede si fa vivo, riaffiora in me come un turbine…
È' stano dirlo ma penso che siano proprio queste situazioni a convincerti che lassù ci sia qualcuno pronto ad aiutarti, ad ascoltarti senza giudicarti e darti la giusta soluzione ai tuoi problemi…

Di problemi però ce ne sono troppi in questo mondo, dalle guerre alla prostituzione, dalla violenza ai figli alla pedofilia e potrei starmene qui ad elencarne per anni …. E mi sembra ipocrita da parte mia dare importanza alle sciocchezze che mi succedono talvolta.
Quello che penso veramente è siamo noi, solo noi che possiamo decidere del nostro futuro, siamo noi che prendiamo le decisioni che ci portano o alla sofferenza o alla gioia, noi e ciò che ci sta in torno…

Non possiamo quindi limitarci a piangere invocando il nome di Dio o accusarLo per quel che ci è capitato perché, secondo me, siamo noi gli artefici del nostro destino.
Non avrebbe nessun senso logico che qualcuno ci crei e ci dia una vita già fatta, già decisa.. non sarebbe giusto.

Penso che la fede verso Dio o qualunque altro Dio, Allah, Buddha… sia nata in un momento di estremo bisogno dove ormai le tue sole forze non ti bastano più…

Sabrina Serra


PERCHE' TUTTO QUESTO??

Caro Ligabue,
spesso mi capita di pensare come te, o meglio, a volte mi soffermo sul significato che può avere la vita, la morte…

Diciamo che la vita è un mistero da vivere, da affrontare, pieno di ostacoli e insidie… ma bello… anche se dura poco, per alcuni un solo istante, ed è per questo che mi domando come mai alcuni ragazzi della mia età o bambini appena nati o persone giovani ci lasciano e abbandonano questo mondo così presto. Un motivo logico ci sarà ma vorrei sapere qual è… sono questi casi a cui non si riesce a dare una spiegazione… e ci si chiede: " Dov'è Dio?? Perché ha permesso che questo accadesse?? Perché, perché, perché?? Ci dovrà essere un motivo, o no??"

Per quanto riguarda la morte la vedo come una persona senza volto, tutta nera di cui non si sa nulla, rimane nascosta fino a quando arriva il tuo turno di lasciare questo mondo, per andare via con lei in un viaggio senza ritorno…

Vignoli Antonella



Io non saprei cosa rispondere a Ligabue, ma neanche al bambino, forse perché non ho ricevuto risposte, penso che se in un futuro mio figlio mi chiederà come mai non vede Dio o come mai non risponde alle sue domande gli dirò di chiederlo ad altre persone tipo il prete o il catechista.

Penso che Dio non risponda perché siamo noi a non sentirlo o a non volerlo sentire.
Se non da risposte, o non si fa vedere è un motivo in più per crederci, molti proprio per questo hanno dei dubbi sulla sua esistenza, penso però che se una persona creda che l'universo sia infinito, possa anche credere all'onnipotenza di Dio.

Il fatto che l'universo sia infinito è solo scienza, e non sempre essa ha ragione, il fato di credere in Dio è qualcosa di più grande della scienza, è la FEDE, ciò che fa onore ad una persona quella per cui molte persone sono state uccise.

Credere in Dio è anche utile per poter prendersela con qualcuno se sono successe cose che potevano essere evitate, e per ciò si pensa che la colpa di ciò che è accaduto sia sua perché ha fatto si che accadesse.

Sono sicura che prima di rispondere a mio figlio che Dio lo vedrà dopo la morte ci penserei un po' su, non vorrei che compiesse l'errore più grande della sua vita: quello di togliersi la vita.
Non voglio rimanerci di nuovo male, è già successo un anno fa con un mio amico, nessuno sa il motivo, ma ognuno dei suoi amici ha molti sensi di colpa, forse se non l'avessimo preso in mezzo, sarebbe ancora qui, forse dovevamo ascoltarlo farlo aprire, ma in fondo nessuno di noi avrebbe mai saputo che qualcosa lo turbava, insomma era sempre allegro, ma che nascondeva dietro al sorriso? Ti sei forse ucciso per vedere che c'è dopo la morte? In fondo tu eri molto legato alla chiesa, eri sempre in parrocchia…. …. Certo mi sono accorta di quanto in realtà ti volevo bene quando la stessa sera della tua morte siamo andati a messa, e là oltre ai tuoi genitori c'era gente che in chiesa non viene mai, ma sai qual' era la cosa più strana? Mancavi tu!….

KR



Qualcuno al tuo fianco c'è sempre, basta crederci
Caro bambino, voglio rispondere alle domande che hai fatto a tua mamma.
Gesù nessuno lo vede, se esci per fare un giro in piazza non lo incontrerai mai, non puoi fare un dialogo con lui perché non lo potrai mai sentire: a questo punto tu mi dirai: "Allora Gesù non esiste?! Mi hanno illuso fino adesso, mi hanno fatto credere ad un'illusione?"
No, Gesù esiste nel tuo cuore, nei tuoi pensieri, solo tu puoi decidere se credere in lui o meno, nessuno te lo impone, sai comunque che la sua casa è dappertutto, è un luogo immenso che accoglie tutti, credenti e non credenti, buoni e cattivi, questa casa è in tutto il mondo.

Gesù non l'ha mai visto nessuno, non ha un'immagine, ma tu puoi immaginarlo come credi, biondo, moro, occhi marroni… e attraverso ad essa puoi parlare con lui, non è necessario che il dialogo sia basato sulle preghiere scritte sul Vangelo, puoi raccontargli i tuoi problemi (anche se da qualche parte lui ti osserverà e saprà tutto) e chiedergli aiuto: la risposta non la sentirai mai direttamente. La senti dentro, ti parte dal cuore.
Ricordati comunque una cosa: non sarai mai solo nella vita perché Gesù sarà sempre al tuo fianco e ti illuminerà la strada giusta per te.

Ciao Ilaria Zanetti



 

 

Seconda C

Ciao Manu,
è la prima ora del venerdì, ho un sonno tremenda e il caro prof. Zambelli pretende che noi analizziamo una canzone di Ligabue, alle 8 di mattina!?!?!?! Oltretutto non riesco a concentrarmi, non faccio altro che pensare alla bella giornata che è oggi, che ***** fuori c'è un sole stupendo e invece io sono qua dentro a pensare alla canzone!!!
Ok, ora iniziamo…

Ligabue scrive che Dio non ha mai un momento per noi, non da risposte alle nostre domande e non porta sostegno alla gente. Io non sono d'accordo , è vero la voce di Dio non l'ho mai sentita direttamente, non mi sono mai arrivate risposte dirette, però in qualche modo esistono. forse è proprio per questo che noi non le vediamo, non le sentiamo, ma a volte la risposta si può celare dietro un gesto, una parola, una frase dei nostri parenti o amici, forse ci sono persone che non sapendolo sono messaggeri di Dio, chissà magari un giorno o l'altro capiterà proprio a noi.

Io non so se Dio esista realmente o sia solo un'invenzione per dare speranza alle persone, ma credo che sia proprio per questo che sia meraviglioso credere in lui, ognuno lo immagina come vuole, ognuno lo sente come vuole, ci sono persone che pensano che solo in chiesa si possa stabilire un contatto con lui, altre che in chiesa non ci vanno mai, pero sono ugualmente credenti.

È bello non sapere come sia fatto realmente, dove sia, cosa sia, è bello perché ognuno si crea quel suo piccolo spazio accogliente in cui rifugiarsi quando più lo desidera.

Ambra


Riflessioni:

La richiesta del bambino alla madre "voglio vedere Gesù" mi sembra una richiesta legittima e normale per un bambino di quattro anni abituato a poter vedere e toccare concretamente ogni cosa che lo circonda. Il problema però è che Gesù non lo si può vedere concretamente, di persona, ma lo si può vedere solo attraverso le persone che ci circondano, dentro di loro e attraverso il conforto che può dare con le preghiere; è quindi normale che un bambino si chiede come sia e lo voglia vedere. Le domande che si fa Ligabue sono invece ben diverse, lui chiede infatti a Dio delle risposte concrete alle sue domande alle quali non si sente dare risposta. A chi di voi, come a Ligabue, non è mai capitato, in un momento di confusione e difficoltà, di chiedersi dove sia Dio e perché non ci dia delle risposte e degli aiuti concreti ai nostri problemi? Non dobbiamo però pensare che dio sia una lampada magica che esaudisce ogni nostra domanda o desiderio, Dio non è quello. Dio può aiutare e confortare le persone che si trovano in momenti difficili e problematici, appoggiandole e sostenendole, non può però risolvergli i problemi. Nei momenti difficili però ci viene più normale e facile pensare che Dio non ci aiuti perché magari non ne ha voglia semplicemente perché l'aiuto che ci aspettiamo da lui è la risoluzione dei nostri problemi, ma questo Dio non può farlo.

Broglia Chiara


HAI UN MOMENTO DIO?

Spesso, nei momenti difficili della vita, soprattutto in questi, risulta più difficile trovare delle risposte e nei casi più drammatici tirare avanti. Proprio quando ci si trova ad affrontare i problemi della vita, si sente il bisogno di sentire qualcuno vicino e per i credenti si intensifica la ricerca di Dio.

Davanti a certe situazioni, come la morte di una persona cara, spesso mi sono trovata a chiedermi se poi un Dio esista veramente. La risposta che mi sono data è che uno sicuramente ci sarà, perché qualcuno, qualche essere superiore ha dovuto creare l'universo, ma penso anche che questo faccia un po' "a modo suo". Questo è uno dei tanti motivi che mi ha spinta ad allontanarmi da qualsiasi forma di credo.

Un cantante molto famoso, Ligabue, ha scritto una canzone a tale proposito, intitolata "Hai un momento Dio?". Io credo che il titolo, non a caso una domanda, riveli la fragilità dell'essere umano, che va alla ricerca dell'essere superiore considerato infallibile.
Ma se ci guardiamo attorno, se osserviamo il nostro mondo i dubbi sorgono e le domande aumentano.

Il verso della canzone che mi ha colpita di più è: "Ma tu sei lì per non rispondere, e indossi un gran bel gilè": questo verso è un po' pesante, cioè io penso che che Ligabue voglia dire che Dio è una creatura che ha molti "poteri", che può fare quello che un semplice uomo non può, insomma viene visto dagli uomini come l'onnipotente, l'infallibile indossando così "un gran bel gilè". Nonostante ciò però non da risposte… oppure è l'uomo che non riesce a sentirle…

Francesca Brugnano


19 Aprile 2002
Caro Diario,
siamo tutti qui in classe, seduti. Unici rumori la penna sulla carta e le voci di qualche prof che spiega le equazioni o la formazione dell'Impero Romano.
Fuori c'è il sole, è già Aprile. Chissà se da qualche parte del mondo c'è un'altra classe in silenzio, o quasi, che scrive, o tenta di scrivere, riflessioni su Dio, sul rapporto con lui, con un ideale di Dio, con il nulla per i nostri sensi. Non si vede, né si tocca, né si sente, né ha un profumo né un sapore.
Forse è solo un'immaginazione creata dagli uomini per sentirsi meno soli. Perché non si bastano, perché hanno bisogno di un sostegno, di una guida che indichi loro la strada da seguire, per non sentirsi persi, per riuscire a trovare una luce in fondo al tunnel e rialzarsi dal buio.
E se fosse veramente così, a volte ci penso. Migliaia di vite, che dedicano e hanno dedicato le proprie vite a Lui, che hanno sacrificato i propri bisogni materiali per Lui ( preti, suore, frati, monaci ) avrebbero fatto sacrifici inutili, sarebbero vite "sprecate". O forse no, perché forse Dio è solo un'altra invenzione per soddisfare e appagare l'egoismo umano, e quindi credere in Lui, affidare se stessi a lui, servire Lui ricade su gli uomini, da sicurezza e quell'amore che ogni uomo vorrebbe ricevere, allevia quella sensazione di solitudine propria del genere umano. Forse da pace.
Forse credere in qualcosa o qualcuno al di sopra di noi, al di sopra di ogni nostra immaginazione e comprensibilità è un modo umano per superare le difficoltà, i problemi, la solitudine. E' un appiglio creato in mezzo al mare per non affondare.
Non so, caro diario, continuo a dire a me stessa che crescendo capirò se crederci a Dio o no, ma se deciderò di crederci non avrò bisogno di un suo segno reale, di una sua manifestazione terrena. Sarà solo fede.

Marina Bugli


Have you got a moment God?

"Hai un momento Dio?" è la domanda che non si pone solo Ligabue, ma ognuno di noi.
A volte i nostri problemi ci opprimono, ci fanno star male e vedere tutto nero e non ci può aiutare nessuno se non Dio.

Lui sa tutto e perché non ci aiuta a star meglio? Se per vedere Gesù, un suo segno naturalmente, bisogna pregare…bene! Però spesso succede che i tuoi problemi non si risolvono e tu continui a soffrire.

Perché quando trovo la persona che amo mi viene portata via? Perché continuo a sbagliare? Nessuno risponde a queste domande, nemmeno Dio!
Ed è per queste che ci si scorda in cosa si crede, quando preghi, preghi e preghi per una cosa e alla fine non ottieni nessun aiuto! Forse la mia condanna è quella di soffrire sempre? Di non riuscire mai a rialzarmi dopo una brutta caduta? Cosa devo fare per avere una tua risposta?

Forse solo aspettare e credere in te e ricordarmi che tu, anche se non mi aiuti concretamente lo fai moralmente, mi sei, sempre e comunque, accanto e almeno questo mi aiuta perché so che siamo in due ad andare avanti.

Serena Calzati


Untitled

Anch'io da bambina, spesso, mi sono chiesta perché Gesù non si veda o, comunque, perché non rispondesse alle mie domande o alle mie preghiere: ancora adesso non sono riuscita a darmi delle risposte. Forse, come suppone anche Ligabue nella sua canzone "Hai un momento Dio?", "io non ti sento"; forse siamo noi che, accecati dei nostri interessi, non sentiamo la voce o forse anche solo la presenza di Dio tra noi. O forse pretendiamo troppo da lui; forse chiediamo troppo o non meritiamo le sue risposte alle nostre domande. Chissà, forse da qualche altra parte del mondo c'è qualcuno che è più bisognoso di noi che sente le sue risposte del Signore e che va avanti solo grazie a quelle.

Sinceramente non so dire quale di queste ipotesi sia anche solo vicina alla verità e non posso nemmeno dire con certezza che prima o poi la saprò e la capirò. Già, perché chissà se è vero che dopo la morte ci sarà un'altra vita, una vita migliore. Chissà se è lì che incontreremo Dio o Gesù. Chissà se lì avremo le risposte che adesso vorremmo avere ma che non possiamo avere.

Io credo di non avere abbastanza elementi per affermare qualcosa e così aspetto, con pazienza, credendo in Dio e in ciò che è scritto nella Bibbia e nel Vangelo. E se un giorno il mio bambino mi chiederò perché non vede e non sente Gesù, come quasi sicuramente succederà, gli dirò che io non posso dargli una risposta ma che secondo me ci è vicino e non ha importanza vederlo o sentirlo, ma è importante credere in lui, in quello che ha fatto e farà per noi. Gli dirò di continuare a pregare, a chiedere e Dio di stare vicino all'umanità che commette e commetterà tanti errori, non certo per volontà di Dio. Non dobbiamo dare infatti la colpa a Dio se le guerre non finiscono o pretendere da lui risposte che non possiamo avere o addirittura ascoltare. Aspettiamo. E crediamo.

Francesca Capponcelli



CI DOVRA' ESSERE UN MOTIVO O NO? FORSE LA VITA LA CONOSCE CHI E' PIU' PRATICO…
EM… CIAO… CI SONO DOMANDE CHE MI STO PONENDO… MA IL PROBLEMA E' CHE NON SO DARE DELLE RISPOSTE… SE IO PARLO CON LUI, PERCHE' A VOLTE E' COME SE NON MI SENTISSI ASCOLTATA? CI DOVRA' ESSERE UN MOTIVO O FORSE IO NON SONO ANCORA PRATICA DELLA VITA E PROBABILMENTE NON LO SARO' MAI… MA ALLORA SE NON SO MANOVRARE QUESTA VITA… E A VOLTE NON MI SENTO ASCOLTATA, COME SI CONCLUDE QUESTO ENORME GIOCO, QUESTO CIRCOLO VIZIOSO… MA SOPRATTUTTO, QUALI SONO LE REGOLE, QUALI LE CERTE GIUSTE DA GIOCARE? E LA POSTA IN GIOCO QUAL'E'? SONO ALTRI EUFEMISMI PER DIRE CHE LA VITA NON E' COME LA VORRESTI TE, TU NON PUOI GESTIRLA MA SEI SOLO UN BURATTINO NELLE MANI DI… DI CHI? DI QUEL DIO CHE A VOLTE NON TI ASCOLTA? NON RIESCE A FARTI CAPIRE LA STRADA GIUSTA!!!? O FORSE SIAMO NOI CHE NON VOGLIAMO ASCOLTARE???
A VOLTE PENSO CHE PER PARLARE CON DIO NON CI VOGLIA INTELLIGENZA MA UMILTA'… MANTENERE LA CALMA, MA COME SI FA A STARE CON I NERVI SALDI SE IL MONDO TI STA CROLLANDO ADOSSO E TU DEVI FARE UNA LUNGA FILA COME DAL MEDICO E TI SEMBRA CHE NON ARRIVI MAI IL TUO TURNO, ALLORA TI AGITI, DIVENTI SCONTROSO E FAI COSE CHE NON VORRESTI MAI FARE… VORRESTI CHE DIO FOSSE SOLO PER TE VORREI CHE DIO FOSSE SOLO PER ME… SO BENISSIMO CHE QUESTO E' UN DISCORSO PURAMENTE EGOISTICO, MA IO DICO… A QUALCOSA BISOGNERA' PUR AGGRAPPARSI, PER NON CADERE GIU'…
FORSE LA VITA NON E' UNA RISPOSTA DA VIVERE, MA UN ENIGMA DA RISOLVERE…

Simili Consuelo



Tante domande, una sola risposta

"Voglio vedere Gesù". È una frase che i bambini piccoli fanno sempre ai loro genitori soprattutto alle loro mamme, le persone che vivono con loro i momenti più belli.
Una domanda a cui i genitori cercano di dare una risposta che però i figli non accettano o non comprendono; così spesso le mamme dicono loro di iniziare a parlare con Gesù attraverso le preghiere, prima di vederLo perché questa possibilità l'avremo solamente dopo la morte.
Ma i piccoli si stancano di dire sempre le stesse parole, frasi, preghiere, perché per la loro tenera età non possono ancora comprendere quale sia il significato e soprattutto il valore di quelle "brevi composizioni" insegnateci. Con queste parole tutti coloro che si rivolgono a Dio, Lo invocano per domandarGli aiuto o per ringraziarLo su qualcosa che è accaduto, ma nello stesso momento Gli parlano indirettamente di tutto ciò che li riguarda, poiché Dio non solo ci ascolta ma legge nella nostra mente e soprattutto nel nostro cuore.

Però questo i bambini non possono comprenderlo e allora pongono atre domande alle madri, cercando di sapere se esistono altri modi per comunicare con Lui; per questo le mamme rispondono dicendo che è possibile parlarGli con altre frasi, poiché comunque Dio ascolta. Sentita tale risposta i piccoli chiedono perché allora Dio non risponda nonostante uno Gli parli o con le preghiere o con le proprie parole.

A questo punto le madri potrebbero scegliere tra due risposte: con la prima e più semplice potrebbe dirgli di fidarsi di quello che lei dice perché Dio risponde sempre, senza motivare nulla al figlio; altrimenti potrebbe spiegarli che Dio ascolta e che sa già ciò che deve fare perché Lui è "il pittore della nostra vita": frase che però un bambino potrebbe a fatica capire, ma non solo anche molte altre persone.

È proprio questa la domanda che tutti indistintamente si pongono: "perché Dio anche se io gli parlo non mi risponde?"

Bisogna capire però che non sempre le Sue risposte giungono noi immediatamente, appena dopo le nostre richieste; ma spesso o meglio quasi sempre Lui ci risponde dopo un po' perché, come abbiamo detto prima, è Lui il Creatore, Colui che tutto conosce.
C'è inoltre da comprendere che le risposte di Dio non sono frasi vere e proprie, ma pensieri, azioni, movimenti che lui ci induce a compiere e che risolvono la nostra situazione, anche se noi non ce ne accorgiamo. Allora è per questo che noi pensiamo che Dio non ci risponda perché non capiamo il Suo diverso modo di ascoltarci, capirci e quindi aiutarci.

Sara Luppi


E LA GIUSTIZIA DIVINA?

C'è una domanda che tutte le mie cellule celebrali elaborano nel istante in cui entro: se Dio esiste e non fa nulla per migliorare il mondo allora vuol dire che Adamo ed Eva l'hanno fatta veramente grossa!

Al catechismo mi hanno detto che è peccato domandarsi "Dio esiste?", all'epoca mi prendevano i cinque minuti, ma ora pensandoci a mente fredda mi sono fatto l'idea che il vietare questa riflessione sia una mossa strategica della Chiesa, per inciso io ci credo in Dio, ma credo anche che quando si guardano certe immagini sia spontaneo chiedersi "Ma la giustizia divine che fine ha fatto?".

Nella Bibbia c'è scritto che Dio mandò agli egiziani, che opprimevano il popolo ebreo, 10 piaghe… beh mi viene naturale dire che forse in qualche circostanza una piaga a qualche dittatore volendo ci sarebbe anche stata. Ma forse la giustizia esiste dopo la morte, speriamo, anche perché recentemente quaggiù l'ago della bilancia pende sempre di pi verso la parte di chi ha più potere.

E' incredibile come l'uomo sia bravo a porsi tante domande, a cui però nessuno per adesso può rispondere…

Luca Malossi



DIO C'E'

19 aprile 2002

Oggi il prof. Zambelli ci ha chiesto di scrivere le nostre riflessioni su una canzone di Ligabue intitolata "Hai un momento Dio?".

Il cantante dice di aver bisogno di una risposta da Dio, ma che non lo sente e che secondo lui non gli risponderà. Su questo non sono d'accordo e non la penso come lui, perché credo che Dio per noi ci sia sempre, per le nostre preghiere, e che abbia sempre per noi delle risposte, anche se non dirette, ma che in ogni modo riusciamo a vivere e a capire attraverso particolari circostanze oppure dalle parole di un genitore, o di un amico.

L'importante è crederci: credere che Dio è presente, per noi, per i nostri problemi, e non per un solo momento, ma ogni volta che abbiamo bisogno di conforto, Lui c'è.

Emanuela Mannias


Ciao Lucia!

E' molto bella la canzone che mi hai mandato (anche perché è di Ligabue), ma soprattutto mi ha fatto riflettere, riflettere sull'entità di Dio e sul modo in cui gli uomini si rapportano con Lui. Ligabue si chiede perché non riceve alcuna risposta dal Cielo quando hanno bisogno di aiuto, si domanda se perlomeno c'è un briciolo di considerazione anche per lui e naturalmente i suoi sono quesiti che si perdono nell'aria.

L'argomento che solleva il cantante è un vero e proprio dilemma per alcuni, che ancora si scervellano per trovare un modo di parlare davvero con Dio : certe persone, infatti, si sono stancate di immaginare colloqui o di dialogare al massimo con un sacerdote, il vicario del Signore sulla terra. Credo che questo tipo di problema non debba neanche esistere (da tuo figlio di 4 anni è più che legittimo, comunque), perché se ci riteniamo realmente cristiani dobbiamo accettare la verità testimoniata dalla Bibbia senza doverla per forza tastare con mano. Dio c'è e il suo affetto nei nostri confronti non ha bisogno di monumentali dimostrazioni, è accertato dal semplice fatto che siamo qui, che stiamo vivendo… E' ovvio, non tutti hanno lo stesso destino, non tutti hanno avuto la mia o la tua fortuna, ma saranno ricompensati in cielo, o almeno questo è ciò in cui credo. Se non avessi la religione a cui appigliarmi nei momenti di maggiore difficoltà, forse sarei già caduta! Insomma, quello che voglio dire è che il solo fatto di sapere con sicurezza dell'esistenza di Dio mi dà la forza di andare avanti, poi, dato che non possiedo poteri paranormali, verrò a conoscenza della realtà solo nel momento della morte.

Per concludere, rivolgendomi non più a te, ma a tutti coloro che hanno bisogno di una prova tangibile, ritengo di poter affermare che a forza di porre domande, destinate a non trovare risposta, ci si rovina la vita. L'unica cosa da fare, invece, è godersela dall'inizio alla fine!

Con affetto, Giulia

Giulia Massari


Anch'io voglio vedere Dio. Anzi, lo volevo, ma poi ci ho rinunciato.
Io sono credente, d'accordo, ma non praticante. Penso che se veramente debba parlare con Dio posso farlo anche a casa mia.

E penso che il parlare con Dio non serva tanto ad avere un colloquio quanto a sfogarsi, anche perché per rispondermi ci sono le persone che sono a mio fianco, tutti i giorni.

E Dio mi ascolta.
Mi piace pensare che c'è qualcuno che mi ascolta.
Io però non gli faccio domande, non ne sento il bisogno.
Ho capito l'importanza delle persone che mi sono vicine, che, per fortuna, sono tante e sono lì apposta non tanto come "messaggeri" che rispondono per Dio, ma come amici veri che ti danno una mano appena ti sentono cadere, e forse è in loro che credo di più.
Sono tante le cose in cui credo ,ma forse sono di più quelle in cui non credo.

Eppure penso che qualcuno che mi ascolti ci sia sempre e penso che ognuno Dio se lo debba immaginare a modo suo, con barba o baffi o gilè e tutto il resto. L'importante è che ognuno sappia che le risposte che desidera tanto le deve cercare dentro di sé. Certo, è vero, non sono nessuno per dire questo, dopotutto ho solo 15 anni, ma questo è tutto quello in cui credo, e non siete obbligati ad ascoltarmi, ne sono convinta io. Spero solo di non trovarmi da sola, quando "parlo" con Dio, sarebbe imbarazzante.

-S-


Problemi di solitudine

Il soggetto della canzone, quello che vuole parlare con Dio, per me ha dei problemi di solitudine. Però lui non sa che Dio è sempre dentro di noi e lui invano vuole cercarlo. Per me non ha amici e vuole compagnia dal Signore. Ma non sa che per parlare con il Signore bisogna pregare e che le sue risposte avvengono con la "realizzazione" delle preghiere, ma questo succede se si è sempre creduto e si è sempre amato Dio o se non si sono fatte delle brutte azioni nella vita.

Marani


PARLARE ED ASCOLTARE…DIFFICILE MA ESSENZIALE

Risposta alla canzone di Ligabue

Penso che tu non abbia ragione, perché Dio ti sente e ti parla, ma sei tu quello che non riesce a sentire, come te stesso hai affermato nella tua canzone. Vedi, tra la terra e Dio c'è come una barriera invisibile forse creata da noi uomini con la nostra "incredulità" e il nostro "non volere comunicare", confine quindi che impedisce un vero rapporto con Dio, il quale può solo limitarsi a rispondere alle domande che noi uomini gli poniamo, alle grida e alle invocazioni che vorremmo fargli udire, ma purtroppo le sue risposte spesso non ci raggiungono, ma credimi, la maggior parte delle volte siamo noi che ci rinchiudiamo in noi stessi e creiamo questa barriera tra Dio e il nostro cuore cosicché le risposte che Lui ci dà svaniscono nel nulla.

"Ma non voglio parlare": già, hai ragione, è difficile e faticoso parlare…anche questo parlare forse non è vero; a volte si parla ma in verità non si dice nulla, a volte non si dice nulla e si crede di aver parlato, perciò è molto importante il parlare, perché solo parlando nel modo giusto si possono avere giuste risposte.

Chiara Rinaldi



A tutti noi almeno una volta viene da chiederci se Dio esiste veramente e soprattutto se sa darci delle risposte alle nostre domande, se ci può aiutare a risolvere i nostri problemi. Ma spesso arriviamo alla conclusione che visto che non lo possiamo vedere né sentire, non può neanche darci delle risposte. E così sorgono altre domande alle quali forse non troveremo mai una risposta: perché non rispondi? Perché neanche una risposta ai nostri perché? Dove sei? Hai un momento Dio? No, perché sono qua, insomma ci sarei anch'io. Tutte queste domande se le è poste anche Ligabue nella sua canzone "Hai un momento Dio?". Perché nelle preghiere spesso chiediamo qualcosa o ci poniamo delle domande, ma poi a cosa serve? Le risposte o gli aiuti ci arriveranno mai o dobbiamo risolverci tutto da soli? Forse sono soprattutto i bambini che vedono i genitori che a Messa o a casa pregano e abituano i loro figli a credere in Dio; forse sono loro che magari pensano: a me non costa niente credere in Dio, ma in che cosa credo? In chi credo se non c'è, se non lo posso vedere? A questo proposito abbiamo letto un breve dialogo tra un bambino che diceva con la madre che voleva vedere Gesù, e l'unica risposta che le è venuta in mente è stata di parlare con lui nella preghiera. Ma forse le risposte che ci da basta cercarle dentro di noi e Gesù in realtà ci ascolta ogni volta che gli parliamo e ci aiuta ad andare avanti. E' tutto quello che possiamo augurarci, ma per adesso non ci rimane altro che sperare, e crederci…

Lorenza Sarti



A Lucia
Lucia è una ragazza come tante altre che ispirata dalla canzone di Ligabue si pone delle domande. Queste domande però non sono rivolte a una persona qualsiasi ma ben si a Dio. A quanto pare però lui non le risponde e allora lei in modo molto ironico dice che se è un problema di soldi paga lei; questa secondo me è una metafora che significa che se per Dio è un problema rispondere alle nostre domande noi facciamo di tutto affinché esso ci dia una risposta.

Il problema però è che la maggior parte delle volte le nostre domande rivolte a lui rimangono in apparenza senza una risposta. Questo avviene perché Dio non può rispondere direttamente con la sua voce, sempre se ne ha una a ogni domanda che gli viene posta.
In realtà però ci risponde sempre magari non subito, ma soddisfa sempre le nostre curiosità. Le sue risposte però sta a noi essere in grado di leggerle, in ogni gesto, in ogni azione e in ogni segno che ci circonda. È solo una questione di attenzione e di tempo.
Purtroppo però molte persone, travolte dalla vita frenetica di ogni giorno, non si accorgono dei segnali che Dio ci manda , e così magari cominciavano a pensare che ci ha abbandonati e a non crederci più. Molte volte è anche una questione di fede e non tutti, compresa me, ne hanno sempre abbastanza.

La nostra vita è piena di domande alcune senza grande importanza: "chi prende l'Inter?" altre che hanno invece grande importanza: "Ci dovrà essere un motivo, o no, perché?"
Le risposte a queste domande possono essere molto importanti e possono indicarci il percorso che dobbiamo percorrere per andare avanti nei momenti più difficili. Dio ci fornisce queste risposte se veramente vogliamo andare avanti…….

Cecilia Vanelli



"Riflessione sulla canzone di ligabue" (19.04.02)

Secondo me questa canzone è interessante e curiosa.
"Il protagonista, colui che parla potrebbe essere ognuno
di noi, che si chiede se Dio esiste o no e, se la risposta è
affermativa perché, quando parliamo, ci confidiamo con
lui, non risponde. Questa è una domanda che a volte mi
sono posta anch'io; fin da piccoli ci hanno insegnato di
pregare, di comportarci bene, perché cosi le cose vanno
meglio. Ma quando le persone muoiono o succedono delle
catastrofi, ci si chiede….ma allora a cosa serve pregare,
comportarsi bene etc?

Ci sono due domande che tutti si chiedono:
1)Dio esiste?
2)Perché non ci risponde?
Alla prima so rispondere, perché secondo me Dio esiste,….
Ma alla seconda non ho ancora trovato risposta

Denise Vecchi


Ciao caro diario,ti scrivo xche ho appena letto un paio di strofe della canone di Ligabue.Allora…………………sono qua ke penso…..Penso al passato,all'oggi e al domani….cosa mi aspettera'? L'unica cosa a cui mi posso affidare è DIO.
L'unica persona bella e buona che ti capisce in tutto, che non ti chiede e ti guarda dal suo paradiso sapendo cosa ti affligge.

DIO: quell' immensita che ti circonda quando tu soffri x la perdita di un caro,di un conoscente………. di qualcuno morto senza motivo ma x cui ti dispiace…….!!!!!!!
Parlare con DIO?….. La cosa più importante: che tutti da bambini o da uomini si chiedono o in cui sperano.

Confessarsi a DIO …… parlare con lui……… sentire finalmente, la sua calda voce che ti abbraccia e ti conforta.
Molte volte ho pensato di restare in chiesa dopo la messa…di dedicare più tempo a DIO…di fare di me una suora.
Tutto x sentire DIO o anche solo x vederlo!!!!!!
Quando ero piccola mi ricordo, addirittura, che andavo in chiesa prima... molto prima dell'inizio della messa, x stare in pace.

In pace, in silenzio e con quell'atmosfera: luce un pò soffocata e che irraggia solo l'altare e il crocifisso soprastante o le immagini della Madonna che tiene in braccio Gesù.
E' lì, che ti senti piena d'amore e felicità, senza rancore……senza preoccupazioni.
Stando in chiesa a pregare e a riflettere e sperando in una voce, la SUA, quella di DIO… anche solo in una sua parola… in un suo consiglio, in qualcosa che mi avvicini a lui, e che mi infonda ancora amore e buoni sentimenti. Oggi è una giornata particolare e quello che ho scritto è solamente, il frutto dei miei puri sentimenti e dei miei pensieri.
Non so se sia giusto o sbagliato.
Caro diario ti saluto, a presto!!!

ILENIA VETRI


Il desiderio di vedere Dio, sentire una risposta alle nostre domande, preghiere, risulta nel testo della canzone "HAI UN MOMENTO DIO" di Ligabue il tema principale, e sembra essere necessario.

Quando si è piccoli , per ogni cosa c'è bisogno di una spiegazione , di qualcosa di concreto. Quando un bambino viene sgridato ha bisogno di sapere il perché, il perché quella cosa non si può fare; altrimenti la sgridata serve solo a fare uscire delle lacrime, e nella sua testa continuerà a risuonare la parola "perché".

E' anche per questo che in un bimbo si può scatenare il desiderio di voler vedere Dio, e avere risposte da lui. Può nascere la domanda -"perché devo credere in una persona che non posso vedere né sentire?"-

Basta spiegargli cose che quando sarà più grande capirà di più:- non bisogna vedere Dio per credere in lui, se la tua fede è tanto forte non ce n'è bisogno, e poi lui è sempre lì, in cielo, che ci sorveglia e vede tutto.

Quanto alla risposta che si vorrebbe sentire da lui, quella risposta prima o poi arriverà; certo, non si manifesterà con la parola, ma arriverà. Basta mettersi in silenzio, "guardare" dentro di noi, sentiremo Dio vicino e sapremo la risposta alle nostre domande.-

Claudia Zeola


Hai un momento Ligabue…

Nella canzone, Ligabue esprime i suoi sentimenti, il suo credo, i suoi problemi. Li butta lì, come se stesse parlando ad un amico, in un dialogo ad un bar.
Difatti è così che immagina un colloquio con Dio; seduto su un freddo sgabello, coi gomiti posati sul bancone, con le mani aggrappate ad un bicchiere di Bud.

Una cosa che ho notato è che inizialmente Ligabue parla dando del "LEI" a Dio, mentre subito dopo e per tutto il resto della canzone dà del "TU". Un modo forse per creare un atmosfera meno alta, più terra-terra, proprio come se stesse parlando ad un amico.
Ma nelle domande, nell'atteggiarsi, nell'affermare c'è dell'arroganza. Sembra pensare di aver ragione, crede di essere una vittima, pensa che occorra pagare per ottenere una risposta, crede che Dio non risponda, pensa che occorra mettersi in fila…

Beh, io credo che Dio esista, io credo che Dio risponda, io credo che le risposte siano implicitamente inserite nella vita di ognuno, io credo che Dio accontenta tutti. E poi non penso che nella vita sia così importante il "perché". Penso sia più importante il "come", come si vive, come si prega, come si crede, senza porsi stupide domande chiedendosi l'utilità e la validità di una religione.

Chiunque avrà magari fatto domande in preghiera al Signore, chiunque magari avrà atteso in cerca di una risposta, di un segno, ma ciò che Dio ci dice lo si vede guardandosi intorno, osservando, ascoltando e stando vicino alle persone a cui vogliamo bene. Nel testo della canzone, una cosa che non mi ha fatto piacere è che il cantante si mette sullo stesso piano di Dio, con l'egoistica ricerca di una risposta che già conosciamo, ma che non vediamo, a causa della nostra ottusa e fatalistica realtà.

Martino Ziosi



 

 

Seconda B

 

Le difficoltà del Cristiano

La canzone di Ligabue "Hai un momento Dio?", è stata da molte persone contestata. E' stato contestato lo stesso Ligabue di essere un egoista e un egocentrico, ma forse la sua è una delle tante riflessioni che i Cristiani fanno ogni giorno, e a mia opinione devono essere fatte per avvicinarsi a Dio. Facile è dire "Si, io sono Cristiano, vado in chiesa e sono bravo e buono!", è facile nascondersi dietro ad una figura e seguire la folla senza ragionare e senza pensare al perché delle nostre azioni. Più difficile è invece ragionare sulla tua scelta, sul tuo modo di vita, cercare di parlare con Lui, cosa però non corrisposta.

"Hai un Momento Dio?" è una canzone che rispecchia una crisi momentanea del cantante, che come tutti cerca di farsi alcune domande, di parlare con Dio, di chiedergli qualcosa che lo possa rassicurare o accontentare.

Come molte persone prova a chiedersi se la vita prosegue, se c'è qualcosa dopo la morte ma non trova risposta, non trova ciò che vorrebbe e non lo saprà mai.
E se allora fosse tutto un'invenzione? tutto un errore? se non esistesse niente?
Ci si deve affidare alla propria fede, a quei 'pochi' momenti in cui dopo una preghiera o una qualsiasi buona azione ti senti felice, contento, addirittura sollevato e rassicurato, come se qualcuno fosse in quel momento vicino a te e ti stesse aiutando.

Alberto Fantoni


Dio è fede

Vorrei tentare di dare risposte ai tanti bambini che si pongono domande su Dio e nono riescono a darsi risposte. Ammetto che anch'io, in tutta sincerità, spesso non trovo risposte ai miei tanti perché. Mi è capitato poco tempo fa che un bambino mi ha chiesto come poteva fare per conoscere il Signore. Io un po' perplessa da una domanda la cui risposta non è semplice, ma anzi è molto complessa, mi sono seduta e ho cominciato a parlare. Per conoscere Dio vi sono tanti mezzi, gli ho detto: bisogna avere fede e pregare, pregare è un mezzo molto efficace. Gli ho detto parlaGLI per mezzo della preghiera, Lui ti ascolta sempre!

Affidati a Lui in qualsiasi momento della giornata che sia il più felice o il più triste, andare in Chiesa è un altro modo per conoscere il Signore. Il bambino però chiede in che modo si possa conoscere personalmente il Signore. Gli ho spiegato che nella vita terrena Dio ci ha offerto, l'unico grande mezzo per poterlo veramente conoscere è la FEDE, che ci aiuta a superare ogni ostacolo che la vita stessa ci presenta per metterci alla prova. Quando il nostro compito sulla vita terrena è terminato è Lui a chiamarci e ecco lì sarà Lui a "farsi conoscere". Una cosa di cui sono certa è che il Signore ha sempre il cuore aperto per amare e perdonare e condurli sul giusto tragitto tramite il quale possiamo conoscere Dio.

Elisa Gamberoni


LO ZIBALDONE POCO LEOPARDIANO

Le domande che il bambino fa alla madre sono quelle che ogni persona prima o poi si pone e spesso non si trova una risposta. Anch'io mi sono spesso posta queste domande e ovviamente non l'ho ancora trovata. Mi capita spesso di pensare che è assurdo credere in un Dio che ci osserva continuamente e vedendo quanta sofferenza c'è nel mondo non fa nulla per porre fine alla guerra, alla fame, alla violenza. Insomma se esiste perché non interviene?!

E' una domanda che non ha una risposta sicura. Tuttavia è brutto pensare che non ci sia qualcosa di più grande e potente di noi, altrimenti perché e soprattutto da dove nascono i sentimenti, l'amicizia, le emozioni! Se non c'è veramente un Dio che salva gli uomini dal peccato e si manifesta dopo la morte, la vita non avrebbe senso in quanto l'unica cosa a cui porterebbe sarebbe la morte.

Sicuramente Dio esiste, il problema è trovarlo e farlo diventare parte di noi stessi. E' una ricerca interiore molto difficile, ma che tuttavia bisogna effettuare. L'aspetto che rende difficile credere in Dio è che quando abbiamo dei problemi e ci rivolgiamo a lui non otteniamo nessun consiglio. Questa è solo l'apparenza perché a mio parere "parlare con Dio" non vuol dire cercare di avere una risposta vocale, ma piuttosto riflettere sui propri problemi e cercare di trovare la soluzione migliore. Ciò porta a non agire violentemente e ad avere consapevolezza delle proprie azioni.

Giorgia Goldoni


Domande…

"Hai un momento Dio? Chi sei? Perché non ti posso vedere? Perché non riesco a sentirti?":
domande di un bambino; domande di un cantante, di un uomo; le mie domande:
penso che ogni persona, non necessariamente credente, si sia posta almeno una volte questo quesiti, forse per dare risposta ai propri dubbi o semplicemente per chiedersi se vale la pena faticare una vita intere per cosa, poi, non lo si sa nemmeno con certezza.

L'uomo e il bambino, i dubbi dell'uno si rispecchiano nelle incalzanti richieste, spinte soprattutto dalla voglia di sapere, di vedere, di toccare dell'altro. Questo perché spesso gli adulti si limitano a "sapere" che c'è Dio, che esiste; mentre un bambino non è in grado di capire tutto, spesso per arrivare alla verità ha bisogno di conoscere Dio attraverso i suoi sensi, esplorando un mondo a lui quasi sconosciuto con gli occhi, con il tatto e sentendolo parlare, ascolyando la sua voce. Con queste richieste spesso riesce a mettere in difficoltà anche persone adulte (come la madre) che a Dio credono, ma del quale però non riescono a dare una spiegazione, almeno non in maniera semplice.

Ecco allora che il bambino non rispecchia altro che non stessi, forse è una sorta di bocca della verità, e nella sua ingenuità fa domande a cui noi stessi, per primi, non siamo in grado di rispondere, domande che magari preferiamo non farci, vivendo in una sorta di ignoranza e credendo perché si crede.

Monica Luppi



Sentiamo solo i suoni?

"Voglio vedere Gesù!". E' una frase detta da un bambino, una frase che all'apparenza può sembrare ingenua, ma che penso molti abbiano pensato. Una richiesta impossibile da soddisfare, che mette in difficoltà chiunque. La voglia di sentire la presenza di Gesù fisicamente interessa a molti, ma come dare la risposta ad un bambino così piccolo? Ora, gli adulti sanno che ci sono modi per incontrare Gesù al di fuori della fisicità: come ad esempio nella preghiera, nelle azioni quotidiane o comunque riescono a vedere la sua presenza in ogni attimo della vita; ma i bambini? Loro non riescono a vivere pensando e credendo in una persona che "non c'è": è un concetto astratto difficile da concepire per loro.

Secondo me andrebbe raccontata loro la vera vita di Gesù, cioè che è morto, risorto e che rimarrà sempre accanto a Dio; non si risolve il problema lasciando perdere tutto e lasciando che il bambino perda fiducia in Gesù, a causa della sua voglia di vederlo o toccarlo. Ad esempio nella canzone di Ligabue, quando chiede "Hai un momento Dio?" rimprovera il fatto che Dio non risponda alle sue domande con una voce umana, che si riesca a sentire. Accusa Dio di non preoccuparsi di lui, accusa Dio di non essersi fatto sentire… secondo me se pensa queste cose o se ha perso la fiducia in Dio è solo colpa sua: tutti sanno che Dio non è un uomo e pertanto non si può comportare come noi, quindi serve fede o capacità di intendere e comprendere le risposte o i segnali che ci invia Dio attraverso azioni quotidiane o gesti compiuti dal prossimo.

Dio c'è e se una persona vuole "sentire" ciò che le dice, deve solo saper usare le "orecchie" per arrivare alle "frequenze" di Dio. Rimane però la domanda del bambino, alla quale qualcuno dovrà rispondere e che ne determinerà la vita, influenzandola.
Concludendo, a mio parere cercare di percepire i messaggi che ci invia Dio è segno di maturità, poiché è un po' troppo individualista ed egoistico volere che Dio cambi le sue sembianze per rispondere alla domanda: "Chi prende l'Inter?".

Emma