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Dio, regole e libertà

Risposta di Carlo

Ciao Prof,
questa è una lettera che mi ha spedito una mia compagna di corso, dopo un lunghissimo discorso sulla fede. Pensavo di usarla per l' articolo. Dimmi poi cosa ne pensi.

CHI è LUI? ("Lui" sarebbe Dio)

VUOI UNA RISPOSTA SOGGETTIVA O UN QUALCOSA DI SCRITTO, DI PIU' OGGETTIVO?!
E'UNA DOMANDA CHE MI PONGO, UN QUESITO RICORRENTE, UN QUALCOSA CHE, INSOMMA, TIENE IN FUNZIONI I MIEI 2 NEURONI!
NON LO SO, E' SOLO CHE TANTE VOLTE MI SEMBRA DI SENTIRE NELLE TUE PAROLE UN INSIEME DI REGOLE, UN QUALCOSA DI PARZIALMENTE IMPOSTO E STEREOTIPATO E IO SONO POCO INCLINE AI COMANDAMENTI "PER L' ANIMA". CREDO CHE LA MATURITA' E LA BONTA' DI UNA PERSONA NON SI MISURINO QUANDO LE COSE SONO IMPOSTE, MA QUANDO DA SOLA RIESCI A CAPIRE CIO' CHE è GIUSTO O SBAGLIATO; QUESTO PERCHE' NELLA RELIGIONE INTERIORE, LI SI CHE CI SONO DEI VALORI ASSOLUTI.
IN QUESTI ULTIMI TEMPI HO POI PENSATO DI ESSERE POCO INCLINE AL RISPETTO DELLE REGOLE IMPOSTE: LE IMPOSIZIONI NON FANNO PER ME, NON NE CAPISCO IL MOTIVO. DAL MOMENTO CHE UNA COSA E'IMPOSTA, PERDE IL SUO SCOPO TERAPEUTICO E FA PIU' DANNI CHE ALTRO.
SECONDO ME UNA PERSONA NON DOVREBBE NASCERE E CONOSCERE LA FEDE DEI GENITORI, I LORO DOGMI E LE LORO REGOLE, MA DOVREBBE ESSERE LIBERA DI CRESCERE CONOSCENDO TUTTI GLI ASPETTI BELLI E BRUTTI DI TUTTE LE RELIGIONI, COSI' COME DI TUTTI GLI ALTRI ASPETTI DELLA VITA; NON SI PUO' DIRE: QUESTO SI FA, QUESTO NO, SOLO PERCHE' LO DICE UN LIBRO.
MI SEMBRA UNA FORMA DI RIFUGIO QUELLO DEI CRISTIANI: HANNO UNA TABELLA DI REGOLE, NON SI PRENDONO LA RESPONSABILITA' DI SBAGLIARE, CADERE, CAPIRE, GIUDICARE, CADERE ANCORA E RIALZARSI PIU' FORTI; HANNO UNA SERIE DI REGOLE, CHE FIN DALL' INFANZIA SONO STATI ABITUATI A CHIAMARE GIUSTE, E QUELLE SONO.
VEDO TE FARE SFORZI E METTERTI IN GIOCO MA E' UN GIOCO LIMITATO DA TUTTA UN'EDUCAZIONE IN QUEL VERSO. L'EDUCAZIONE VA FATTA NEL RISPETTO DEGLI ALTRI E DEL MONDO CHE CI CIRCONDA; NON DOVREBBE RIGUARDARE LE DECISIONI INTIME E PERSONALI, CHE NON POSSONO ESSERE STEREOTIPATE!!!
TUTTO IL MIO DISCORSO è UNA RIFLESSIONE, NON UN DOGMA DI VITA; COME SEMPRE, SONO PENSIERI PERSONALI.
IN OGNI MODO,SONO SICURA CHE RIUSCIREMO SEMPRE AD ARRICCHIRCI DELLE NOSTRE RECIPROCHE DIFFERENZE.
GRAZIE ANCORA.

E grazie deve dirlo qualunque buon cristiano per questa capacità di mettersi in discussione! E' chiaro però che un cristiano parte da presupposti diversi: il cristiano sa la risposta. Deve solo farla sua.
In questa lettera non viene messa in forse l'esistenza di Dio. Il problema non è Dio: tutti ne hanno uno; qui il problema sono le regole che avrebbe dato Dio.
Ma è vero che le ha date Dio? E perché? Perché Dio, che non interviene con un sacro fulmine sui cattivi di fronte a tutte le ingiustizie del mondo, si scomoda invece tanto per dirci cosa mangiare i venerdì di Quaresima e quante ore di digiuno fare prima della Comunione? Che senso hanno queste Tavole della Legge, se chi le segue è cattivo come gli altri, o addirittura peggiore? (Es: la Santa Inquisizione; le Crociate; i preti pedofili…)
Se uno guarda tutto da fuori, la risposta sembra ovvia: è solo un'anacronistica moda da vecchietta bigotta! Siamo nel 2002 ormai!
Ma un cristiano cosa dice? Anzi: Dio, cosa dice a sua "discolpa"?
Dio non dice niente. Ma non perché non ha niente da dire: Lui ha già detto tutto. E' qui che si gioca la responsabilità di un cristiano: il cristiano sa che la sua non è una religione; non è un'interpretazione umana per avvicinarsi a Dio; è PAROLA DI DIO. Dio ha parlato una volta per tutte, poi ha lasciato decidere all'uomo: l'altro protagonista. Però attenzione: questo farsi da parte di Dio, non è dettato dall'indifferenza; è un gesto d'UMILTA'.
Ma davvero Dio è umile? E allora perché la Sua parola "soffoca" la libertà umana con una sfilza di regole lunga così?
La risposta è semplice: Dio non soffoca la libertà umana, perché è stato Lui a creare l'uomo LIBERO!!!
Ma allora?!?
Le regole non sono imposte, ma proposte. E hanno sempre una motivazione! L'uomo deve confrontarsi con l'esistenza di Dio; ma è libero di scegliere che posizione prendere. Condividere queste regole, significa valutarle ed essere d'accordo prima di accettarle! Non deve esserci una presa di posizione passiva o dettata! Assolutamente non devono essere dettate queste regole! Da nessuno! Nemmeno Dio lo fa; perché dovrebbe farlo un uomo?!?
Dio ha creato l'uomo libero; tanto libero, che appena creato, l'uomo gli disobbedisce e lo rinnega! E Lui? Lui gli cuce i vestiti, come una mamma affettuosa. Dio non costringe MAI l'uomo. Al massimo lo seduce (Geremia 20; 7-13). Tutte queste "scomode" regole non sono altro che istruzioni per l'uso, dell'uomo e della vita.
Quando si compra una macchina nuova, la FIAT (niente pubblicità occulta:) allega anche un volumetto: circa 1.400 pagine di istruzioni per l'uso. E' chiaro che se poi uno vuol fare il pieno con la Vodka invece che con la benzina, è libero di fare quello che vuole. Se però si fa investire da un palo: la colpa non è della FIAT!
Se il bambino va dalla mamma chiedendole: "posso mettere le dita dentro la spina?" e lei gli dice di no, il bambino si può sentire costretto a rinunciare a una cosa che gli piacerebbe tanto, però la mamma gli ha salvato la vita; e si spera che crescendo il bambino se ne renda conto!
L'uomo che misconosce Dio, che non accetta le sue "istruzioni per l'uso", semplicemente restringe il suo campo di esistenza; si fa padrone, però di una situazione ristretta nel tempo e nello spazio: rinuncia all'eternità, si scontra con i pali della vita e con le spine elettriche, e muore, con gran dispiacere di Dio.
Ma se io faccio sesso prima del matrimonio, se non vado a Messa qualche domenica…, non faccio male né a me, né agli altri! Non si può certo paragonare con le dita nella spina!
E se invece fosse così?
Non accontentiamoci della nostra interpretazione: è importante, ma non sufficiente, soprattutto se non sappiamo molte cose; anche se spesso non si capisce subito, per tutto c'è lo stesso motivo: la salvezza dell'uomo. Noi stiamo cercando il senso della vita, vogliamo le risposte di tantissimi perché e spesso non sappiamo dove trovarli. Allora partiamo con umiltà: guardiamo cosa hanno capito quelli prima di noi. Tutti i dubbi su Dio e la Chiesa non sono purtroppo una scoperta del XX secolo, non è merito dei nostri eccellenti scienziati: sono domande vecchie come l'uomo; anzi di più, perché gli angeli hanno avuto i nostri stessi dubbi (Lucifero è diventato Satana per questo!). Ma la risposta è la stessa da sempre:

"Amerai il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il primo e il più grande di tutti i comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti." (Mt 22; 37-40)

Quindi Dio non fulmina i cattivi, perché LI AMA! E bussa con pazienza al loro cuore, aspettando che Gli aprano, anche se fosse solo in punto di morte! Ma Dio non fa niente neanche a chi non va a Messa, e continua ad invitare tutti a Casa Sua, anche quelli che continuano a riderGli in faccia. Dio non è un Giustiziere, non è un Giudice e non è una Banca in cui depositare tutte le nostre buone azioni:
Dio è amore.
E basta.
Quindi attenzione a chi ci parla. Non dobbiamo essere tanto ingenui da credere a quello che si dice in giro di Dio. Bisogna informarsi, con consapevolezza! E bisogna avere l'umiltà di accettare le risposte! L'importante è chiedersi sempre PERCHE': a tutto c'è un motivo!

"Buttati in Dio; non si sposterà per farti cadere!"
(S. Agostino)

Ciao Lucia

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Cari amici,
ho letto il materiale allegato al tema "Dio, regole e libertà". L'ho trovato un'iniziativa meritevole (come anche gli altri argomenti), soprattutto per quanto riguarda la pubblicazione delle lettere dei ragazzi.
Non sono però d'accordo con la risposta di Lucia alla lettera "Chi è Lui?), quando dice che "Tutte queste "scomode" regole non sono altro che istruzioni per l'uso, dell'uomo e della vita."

No, cara Lucia, non è questo il Cristianesimo. Diceva infatti Luciani, papa Giovanni Paolo I: "l'errore del Cristianesimo moderno è di aver corretto lo stupore per l'avvenimento di Cristo con regole per l'uso".

Cosa vuol dire? Vuol dire che io non rispetto certe regole perché sono istruzioni per l'uso, ma in ogni momento io sono così stupito dall'avvenimento di Cristo, da quello che Lui ha fatto per me, che gli rispondo di sì dentro le circostanze. Per un amore, non per rispetto delle regole.

Può sembrare una questione di parole, ma non è così.
Con il Cristianesimo, siamo più nell'ambito di un rapporto di innamoramento, dove l'amata fa certe cose per l'amato non tanto per rispettare certe regole ma perché gli vuole bene. E' insomma l'esito di un amore non di un moralismo.

Se volete, ne possiamo parlare.

Un caro saluto,
Carlo Argenti - Feltre (BL)