"Ma dov'era Dio mentre accadeva tutto questo? Ho pensato: forse si era distratto".
Così ha detto in un'intervista televisiva il sacerdote di uno dei paesi colpiti dal terremoto nel Molise. E al giornalista, scosso dalla forza di quella frase, ha aggiunto, quasi a mitigare una prima reazione a caldo:
"Adesso penso che Dio era qui, tra noi, come sempre"
.

 

Quarta C (liceo scientifico)

DIO NEL MISTERO DEL MALE

Dov’era Dio?!
Guarda a caso, davanti al male più visibile, tutti, ma proprio tutti, si chiedono dov’era Dio, come se fosse sua la responsabilità di quello che noi uomini facciamo di cattivo.
Dio però era tra noi, proprio qui, come sempre, presente in ogni uomo e in ogni donna.
Solo che era sepolto dalla cattiveria di ogni uomo e di ogni donna.
E così è diventato un Dio “impotente” in un certo senso. Ma non certo per colpa Sua.
Siamo noi che abbiamo smesso di ascoltarlo.

Il male è come un piccolo puntino nero dentro di noi.
Ora, se noi ascoltiamo la voce di Dio dentro di noi, questo puntino rimane piccolo e tende quasi a cancellarsi.
Ma se noi non ascoltiamo Dio, il piccolo puntino nero cresce e diventa una macchia. Sempre più grande. Finché non diventa grande come noi. E Dio, dall’altra parte è costretto a farsi sempre più piccolo, non sparendo però del tutto. Ed è proprio questa la grande speranza.

Molti, per esempio, si chiedono dov’era Dio ad Auschwitz.
Dio c’era. Un Dio sofferente e forse impotente. Un Dio sepolto per colpa degli uomini.
Ma questo triste evento è stato solo il risultato di un processo di seppellimento di Dio da parte di ogni uomo che è colmato nella tragicità.

Il male visibile è minore rispetto al male meno visibile, cioè quel male che si manifesta tra due persone che semplicemente si insultano. O, ancora più semplicemente, quando una persona ne insulta un’altra, senza che necessariamente quest’altra lo sappia.
Il piccolo puntino nero che questa persona ha dentro cresce, diventa una macchia nera. E il male prende il sopravvento sulla persona.
Tutti gli eventi terribili al giorno d’oggi, come le guerre, scoppiano quando gli uomini smettono di ascoltare la voce di Dio dentro di loro, e lasciano che la macchia nera si espanda dentro di loro fino a renderli sordi e incapaci di agire secondo coscienza.

Credo che dobbiamo veramente stare molto attenti a questo piccolo puntino nero dentro di noi. Potrebbe già essere diventato macchia e noi non essercene nemmeno accorti.
Pensiamo solo al modo in cui spesse volte trattiamo il nostro vicino.
Quante volte ci dimentichiamo che Dio è presente in lui e noi lo schiacciamo con la nostra cattiveria?


“Jam chiedeva con amarezza: cosa spinge l’uomo a distruggere gli altri? E io: gli uomini, dici- ma ricordati che sei un uomo anche tu. (…) Il marciume che c’è negli altri c’è anche in noi, continuavo a predicare; e non vedo nessun’altra soluzione, veramente nessun’altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi.” (da Etty Hillesum, Diario).

Francesca Arlotti

LA FEDE CONFORTA MA NON SPIEGA FENOMENI COME QUESTI

Ecco cosa diceva un prete di S. Giuliano il giorno del tremendo terremoto che ha ucciso un’intera annata di bambini e non solo nel molisano.
Io avrei risposto a quel prete: ”Forse, anzi sicuramente Dio c’era ma non poteva essere nei muratori o negli architetti che costruirono quella scuola, ecco dove non poteva essere!” Purtroppo cose come il crollo di quella scuola devono accadere, e non per una qualche distrazione di Dio ma semplicemente perché sono inevitabili.
La vera domanda che doveva farsi quel prete è: “Dove sono rimasti in tutto questo tempo i documenti che attestano l’inagibilità , il pericolo di quella scuola?” Dio in tutto questo c’entra ben poco.
Certo è strano che un prete arrivi a chiedersi questo, ma bisogna capire la gravità della situazione. Mi ripeterò ma Dio in questioni come queste, secondo me, non può far niente.
Possiamo sperare almeno che si facciano più controlli agli edifici pubblici, in particolar modo in quelli del sud e soprattutto che vengano resi ufficiali.
La fede in casi come questi può solo confortare, non spiegare. In queste situazioni la scienza, solo lei rende chiare le cose. Un terremoto, un uragano, un maremoto, un’alluvione, non sono prodotti da Dio, tanto meno le loro conseguenze fisiche.
Quindi non ci si deve chiedere dov’era e se c’era perché lui c’è sempre. Io mi affido alla mia fede per sostenermi, per ricevere conforto, per imparare ad amare gli altri, ma mai per giustificare eventi come questi.

Cristina


Non c’è spiegazione

Dov’era Dio? Non lo so. Ci sono migliaia di persone che ogni giorno muoiono nel mondo e Dio dov’è? Non lo so e l’unica risposta che mi passa per la testa è che era in classe con quei bambini, era sotto le macerie con loro. Ha partecipato alla loro sofferenza come partecipa e sopporta le sofferenze di chi sta male nel mondo. Partecipa, ma le fa accadere lo stesso e non riesco a capire il perché. Probabilmente non c’è risposta a questa domanda. Ma il fatto che lui sia li’, con i più piccoli e i più deboli, è già una consolazione, un aiuto. Ma in ogni caso, non mi sembra una gran soluzione.

The Answer 3

Il Dubbio

Uffa, non so proprio che rispondere riguardo a questo tema…davvero. Certo, una cosa la posso dire: a volte sembra proprio che Dio non ci sia, ma penso però che non sia vero. Dio c’è: Ne sono sicura, perché ci credo e basta. Solo che spesso nelle avversità è impossibile non farsi domande ..se c’è tanto male , se accadono tante cose brutte….ma allora Dio esiste? Ci ama davvero?
Penso che chiunque almeno una volta se lo sia domandato; il dubbio è la cosa più spontanea che c’è nell’uomo, che si tratti di un prete o di un laico. Il cristiano in Dio deve credere, senza prove, senza farsi vincere dai dubbi. E’ proprio questa la sfida della fede: nessuno ha la certezza assoluta, ma solo fede, in un Dio che esiste e che è sempre presente fra noi.

Elena

Dio è nostro Padre come può non essere attento a noi

Volete sapere dove era Dio per me durante il terremoto e il crollo della scuola? Dio era in cielo e accoglieva a braccia aperte tutti quei teneri innocenti bambini che hanno lasciato il mondo terreno. Penso che non sia giusto affermare che Dio durante il disastro fosse distratto, perché vorrebbe dire che è colpa sua se tutti quei bambini sono morti. Come si fa ad affermare ciò? Soprattutto se chi dice ciò è un cattolico! Chiunque legge la Bibbia si accorge che Dio è come un Padre per noi, ci ama e vuole solo il nostro bene.
Penso che non bisogna vedere neanche la morte come una cosa negativa e un qualcosa che porta la privazione di una cosa bellissima (il mondo terreno).
Un cattolico non dovrebbe avere paura della morte, anzi dovrebbe desiderarla perché la vede come un ricongiungimento a Dio Padre e anche la fine di tutte le sofferenze terrene; anche se sembra assurdo e difficile da capire noi che siamo rimasti qui sulla terra dovremmo gioire per qui teneri fanciulli che ci hanno lasciato solo dopo pochi anni di vita.
Molte persone che sono atee o che non professano il cattolicesimo, si attaccano alle gioie della vita e cercano in ogni minimo attimo di vivere al massimo il poco tempo che gli viene concesso; è più che ovvio che questi hanno il terrore della morte e la vedono come la fine delle gioie, ignorando che la vera felicità si può raggiungere solo nella vita eterna. Questi non credenti si disperano della fine di quei fanciulli perché pensano: “Poveri bambini non sono riusciti a scoprire la gioia della vita, ma sono finiti subito nel nulla.”
Penso che sia una grande prova di fede per quelle persone che hanno toccato con mano la morte dei ragazzi, mi riferisco alle famiglie dei bambini, che amando follemente le loro creature si sono sentiti morire una parte di loro.

Eri

C’era solo il destino

Dov’era Dio? Bella domanda! Credo che sia stato schiacciato dal “ destino”, dal crudele “destino” che ha colpito quel povero paese nel molisano…Un destino fatale ma non del tutto casuale…affiancato, appoggiato, sostenuto, aiutato da gravissimi errori umani…La cosa che più mi fa pensare è che queste domande vengono poste molto spesso inseguiti ad episodi gravissimi: non sarebbe meglio prevenire alcune circostanze senza essere così costretti a cercare nella fede, e soprattutto in Dio, le cause di così devastanti “sfortune”?

Matteo

Assumiamo le nostre responsabilità

Non credo che Dio possa essere distratto; il suo sguardo fisso ed attento è sempre presente, anche quando non ce ne accorgiamo o quando ci sembra impossibile che non abbia potuto fare niente per cambiare la rotta degli avvenimenti per evitare il disastro.
Se si considerano tutti gli “incidenti”, o per meglio dire, tutte le “disgrazie”, dai terremoti, agli alluvioni ai crolli delle case che provocando la maggior parte delle volte la morte di persone innocenti, alle guerre, fino al terrorismo, non è possibile che di fronte a tutto ciò Dio stia impassibile, come un Dio che si copre gli occhi, proprio come può fare un bambino spaventato per non vedere ciò che lo terrorizza. Dio è sempre presente, ne sono convinta. Dio lo vediamo nelle cose belle, nelle gioie semplici della vita, non nelle tragedie. Non negli sbagli, non nei nostri errori. Dio non può farci evitare le conseguenze dovute dalla nostra stupidità. Lui ci indica la strada giusta, ci dice come dovrebbe “girare il mondo”, un mondo che, se seguisse i suoi insegnamenti, sarebbe “perfetto”; siamo noi però che lo facciamo girare, con le nostre leggi e le nostre decisioni. E’ stato costruito male un palazzo, è ovvio che, con una scossa di terremoto, possa crollare. C’è stato uno sbaglio, da parte degli architetti, dei costruttori o degli addetti alla sicurezza, o di chi volete voi, ma è stato sbagliato qualcosa. Errori come questi sono da prevenire, ma errare è umano. Non credo sia giusto accusare Dio per quello che noi roviniamo. Troppo facile scaricarsi la colpa così. Siamo grandi abbastanza per assumerci le nostre responsabilità.

Simo

COS’E’ LA FEDE?

Appena ho sentito il prete pronunciare la prima frase, mi sono sorpresa, perché io a mente fredda ho pensato: come può un uomo di chiesa, simbolo di fede per tutti i suoi compaesani, perderla proprio in un momento come quello, dove pregare è l’unica cosa che rimane da fare? Ma, poi, alla fine di una giornata di scavi tra le macerie e dopo aver visto tanti piccoli corpi senza vita il prete riacquista quella fede che la tragedia aveva offuscato. Questo fatto mi fa riflettere: se un uomo di chiesa che con la vocazione dovrebbe aver risolto i suoi dubbi sull’esistenza di Dio, in questi casi dove l’unica fonte di speranza e di conforto è la fede, abbia avuto dei dubbi. Allora una famiglia normale che vede tirare fuori, dalle macerie, il proprio figlio morto a soli sette anni, cosa proverà dentro di se se non smarrimento? Guardando in televisione le interviste ai genitori a fatto appena accaduto, ho notato che i genitori dei sopravvissuti ringraziavano il Signore. Gli altri invece si chiedevano come avesse potuto fare accadere quella disgrazia. Questo accade molto spesso, io direi che da ciò si possono desumere notevoli considerazioni e cioè che in fondo Dio non è che un sostegno al quale appoggiarsi sia per le cose belle che per le brutte. Infatti quei genitori che hanno perso i propri figli hanno poi dichiarato che i loro figli ora sono come angeli al cospetto di Dio. Allora perché rinnegarlo quando si è nell’incertezza? Questa domanda per ora , per me, non ha risposta…Fa pensare, anche, la coincidenza della catastrofe con la festa di Halloween. Questa festa, che non è altro che un’occasione in più per stare con gli amici, ha di fondo l’esorcismo del male e dei demoni. Infatti oggi più che pensare alla fede, quando accade qualche disastro, si pensa più ad un maleficio e ad un intervento demoniaco che deve essere esorcizzato.

Ramona

Dov’è Dio?

Io penso che Dio sia la forza che permette di risollevarsi dopo una tragedia. Non è che Dio non possa impedire certe tragedie, ma così come esiste Dio esiste anche il male, non lo si può ignorare. Dio e la religione secondo me permettono di riprendersi, di non lasciare andare tutto, danno la forza per continuare a vivere. Secondo me è impossibile riconoscere Dio immediatamente dopo una tragedia, solo dopo, quando si realizza meglio cosa è successo lo si trova (così ha fatto il prete in questione). Prima di tutto ci si può accorgere che comunque poteva andare sempre peggio. C’è chi si consola sapendo di poter rivedere i propri cari dopo la morte. A me ciò che ha colpito della vicenda della scuola crollata dopo il terremoto è la capacità di riunirsi, di avvicinarsi e di aiutare le persone colpite dalla tragedia. In più nel male che comunque c’è stato, non si può negare, tanti bambini e maestre si sono salvati. Certo chi è morto non tornerà più indietro. Io sono convinta che non si può riconoscere Dio nel male, nel vedere Dio come un dio vendicatore che causa il male per vendicarsi, per punire. Il male è una realtà diversa da Dio e nel male in sé c’è una totale assenza di Dio. Dio poi si manifesta nella reazione al male.

Eleonora


Dio, è interessato a noi?

Quando è successo il grande disastro del crollo della scuola di San Giuliano a causa dell’ultima ondata di terremoto, alcuni pensavano che Dio fosse distratto: che non si interessasse alla vita di quelle povere vittime innocenti, ma dopo la strage si è pensato a una manifestazione dell’immenso amore di Dio nella salvezza di alcuni superstiti. Dio, a partire da quel momento terribile, sembra sia di nuovo spettatore provvidente della nostra vita: cioè interessato alla nostra salute e al nostro destino.

Michele Vannini